Inizia il tuo corso d'inglese

ABA English offre una serie di “consigli per l’estate” per ottenere il massimo dall’inglese … e tornare al lavoro come un vero British

 

Milano, 23 luglio 2018 – Durante l’estate molti italiani approfittano della pace sotto l’ombrellone per studiare e migliorare il proprio inglese, consapevoli della crescente importanza che questa lingua ha nella nostra quotidianità. Per molti altri però studiare d’estate può trasformarsi in un’attività noiosa. Per questo, la scuola online di inglese ABA English ha preparato una serie di consigli estivi per poter far esercizio e divertirsi mentre si impara l’inglese anche d’estate, tornando così al lavoro a settembre come dei veri British! Perché in fin dei conti le vacanze sono vacanze e per niente al mondo vogliamo smettere di divertirci durante i nostri meritati giorni di riposo.

  1. Se viaggi … parla con la gente del posto in inglese

Molti approfittano dell’estate per andare alla scoperta di un paese straniero. È un’opportunità unica per praticare l’inglese con persone di altre nazionalità. Se stai viaggiando in un paese di lingua inglese, ma non solo, lascia a casa la paura di sbagliare e cerca di conversare il più possibile in inglese con gli abitanti del posto. Parlare con i locali, ti permetterà di abituarti ai diversi accenti e di migliorare il tuo inglese ma allo stesso tempo renderà il tuo viaggio più interessante.

  1. Se rimani in Italia … fai amicizia con uno straniero

Lasciati alle spalle la vergogna di non essere abbastanza bravo e lasciati andare,  cerca di fare amicizia con qualche straniero, magari il tuo vicino di ombrellone o di stanza in albergo. Parlare ti permetterà di acquisire scioltezza all’orale e dominare meglio la lingua in vista dell’autunno. Se rimani in città, puoi cercare su internet persone interessate a un intercambio linguistico o qualche bar che organizza meet-up di inglese nella tua zona, sono molto comuni specialmente nelle grandi città.

  1. Se vai al cinema … scegli VO

Se sei un appassionato di cinema e passerai l’estate tra cinema all’aperto e festival cinematografici, usa questa occasione per guardare in versione originale qualcuna delle uscite estive provenienti da oltre oceano. Per esempio, The Skyscraper, film d’azione di Rawson Marshall Thurber o la commedia Overboard sono appena arrivati in Italia (19 luglio). In questo caso, i film ti aiutano a migliorare la comprensione e ad ampliare il tuo vocabolario.

  1. Senza muoversi da casa … scegli una lezione privata

Un’opzione perfetta per consolidare l’inglese imparato durante l’anno e rafforzare le abilita di speaking è quella di scegliere una lezione online con un professore privato. Lavorando in remoto, offrono flessibilità oraria e si adattano perfettamente agli orari estivi dell’alunno, che tendono a cambiare spesso. Se hai molto tempo libero, puoi anche scegliere un corso intensivo d’inglese della durata di un mese per consolidare e migliorare il livello di inglese prima di tornare al lavoro.

      5. Qualsiasi sia il piano…lo smartphone sarà il tuo alleato

Dal momento che il cellulare ci accompagna in ogni momento della giornata, anche d’estate, possiamo approfittarne e cambiare la lingua di utilizzo all’inglese. Questo ci permetterà di familiarizzare con il vocabolario anglosassone quasi senza rendercene conto. Se invece vi capita di trovarvi in coda per accedere a musei o attrazioni turistiche, o in attesa del volo per la tanto desiderata meta esotica, potete fare qualche breve esercizio online come quelli offerti dagli ABAmoments, che vi permetteranno di imparare parole utili per affrontare le situazioni più difficili in aeroporto o chiedere indicazioni una volta arrivati alla tanto agognata meta estiva.

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Tutte le lingue sono entità vive: evolvono, cambiano e incorporano nuovi concetti per adattarsi alle diverse realtà. L’inglese, naturalmente, non è diverso. Ecco perché ABA English, scuola d’inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo, in occasione delle celebrazione del Gay Pride di questi giorni a livello mondiale, vuole contribuire nel suo piccolo affinché la lingua non sia un ostacolo nella comunicazione della diversità sessuale, della tolleranza e uguaglianza.

In queste settimane, in molte città del mondo, si celebra la Gay Pride Parade. Uno degli emblemi di questo giorno è la bandiera arcobaleno, la rainbow flag. Creata dall’artista e attivista Gilbert Baker, la gay pride flag o LGBT pride flag è stata utilizzata per la prima volta durante la Gay Freedom Day Parade di San Francisco nel 1978 e da allora non ha smesso di sventolare come simbolo della comunità LGBT.

I termini e le espressioni appropriate

La prima cosa che dovresti sapere se vuoi fare riferimento a questa comunità sono le espressioni inglobate nell’acronimo anglosassone LGBTQIA, che include i termini Lesbian (lesbica), Gay, Bisexual (bisessuale), Transgender, Queer, Intersexual (intersessuale) e Asexual (asessuale).

Se facciamo riferimento a questa comunità in inglese e il nostro livello non è adeguato, è importante fare attenzione ai termini usati per evitare di offendere la sensibilità di qualcuno.

Nei paesi di lingua inglese la parola homosexual ha una connotazione negativa. Questo perché, all’inizio del XX secolo, negli Stati Uniti il termine fu coniato per catalogare questa preferenza sessuale come un grave disturbo mentale, motivo per il quale è importante evitare questa parola che potrebbe non sembrare offensiva in italiano ma lo è in inglese. Al contrario, i termini gay o lesbian non hanno connotazione negativa e per questo sono comunemente usati e preferiti dalla stessa comunità LGBT.

Fare “coming out” e altri concetti importanti

Coming out (of the closet) è un’espressione famosa per il suo alto coinvolgimento emotivo, che in italiano è stata tradotta come fare coming out.

Questa espressione fu usata per la prima volta nel 1869 da Karl-Heinrich Ulrichs, pioniere del movimento LGBT, per incoraggiare gli omosessuali a rivelare la propria sessualità e affrontare una società che discriminava in continuazione la comunità.

Parole da evitare

Se in Italia si usano in modo intercambiabile i termini orientamento e preferenza sessuale, nei paesi di lingua inglese è meglio usare solo il termine sexual orientation evitando parole come homosexuality (Omosessualità), lesbianism (lesbismo), heterosexuality (eterosessualità) e bisexuality (bisessualità).

Gender e sex

Nei paesi anglosassoni esiste una differenza tra il termine sex e gender. Ad esempio, in un formulario, vi si chiederà il vostro gender, ovvero il genere con cui vi identificate, e non il vostro sex, ovvero il vostro sesso biologico.

Polari

Per concludere, è importante sapere che esiste uno slang della subcultura gay britannica, il Polari. La base della lingua ha origini romanze, con aggiunte di dialetto londinese e altri gerghi.

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Gli insegnanti di ABA English hanno analizzato durante il II ABA Teacher Panel le chiavi per ottenere il massimo dall’apprendimento digitale.

Milano, 16 maggio 2018 – Pochi italiani dubitano dell’importanza di un buon livello d’inglese per ottenere migliori possibilità lavorative, viaggiare più facilmente all’estero o conoscere persone da tutto il mondo. Ma sono molti quelli che non sanno se lo studio online possa essere la soluzione adatta a loro.

ABA English, scuola d’inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo, ha realizzato a Barcellona il II ABA Teacher Panel. Una tavola rotonda in cui, tra le varie riflessioni, sono state svelate le 4 chiavi per imparare l’inglese online e trarne il maggior beneficio. ABA English le svela qui in occasione della Giornata mondiale di Internet questo giovedì 17 maggio.

  1. L’importanza del fattore umano

Internet ha costretto gli insegnanti d’inglese a reinventarsi per soddisfare al meglio le esigenze degli studenti 2.0. In un ambiente sempre più digitale, l’esperienza degli insegnanti di ABA English dimostra come sia di vitale importanza incorporare il fattore umano nell’insegnamento delle lingue online. Pertanto, questa scuola assegna a ciascuno dei suoi studenti un insegnante che guida e motiva lo studente durante il suo apprendimento.

“L’aumento dell’m-learning a volte porta gli insegnanti a smettere di essere insegnanti per diventare dei veri e propri trainers la cui funzione principale è quella di motivare l’alunno. In questo mondo dell’insegnamento 2.0, il professore-guida svolge un ruolo fondamentale, dal momento che deve aiutare lo studente a utilizzare al meglio il limitato tempo a disposizione”, dichiara la professoressa americana Robin Motheral.

  1. Imparare e ritenere informazioni

Imparare l’inglese “a grandi dosi” non è necessariamente sinonimo di successo, come si è sempre creduto nell’insegnamento tradizionale. D’altra parte, studiare online consente di dividere il contenuto in “pillole” che aiutano lo studente a ricevere le informazioni in modo più naturale e, per questo lo aiutano a fare un uso migliore del tempo dedicato allo studio, dandogli la possibilità di studiare più volte al giorno, per periodi più corti. Allo stesso modo, nell’apprendimento online le informazioni si trattengono meglio perché si ricevono input diversi (es. immagini e video) allo stesso tempo.

  1. Whenever, wherever

Studiare una lingua online non richiede un orario preciso o un luogo specifico. In questo modo, l’apprendimento diventa più efficace e naturale, poiché il desiderio e la motivazione dello studente sono maggiori di quando si è costretti a studiare in un tempo e luogo prestabiliti.

“Gli studenti possono adattare lo studio alle proprie necessità, in termini di orario e stili di vita. E’ raccomandabile che fissino un obiettivo realistico in base alle proprie abitudini e che l’apprendimento diventi una routine: almeno 4 volte a settimana, in sessioni che possono anche essere di breve durata (tra i 15 e i 20 minuti). In ogni caso, sono sempre gli studenti a decidere come organizzarsi e da quale dispositivo imparare”, ricorda la professoressa britannica Nicola Cowan.

  1. Impara l’inglese divertendoti

Il trucco è vedere l’apprendimento dell’inglese come un’attività divertente e per nulla noiosa, magari da unire a un altro hobby. Se ti piace leggere, ad esempio, fallo in inglese, mentre se la tua passione sono le serie televisive, cogli l’occasione per vederle in versione originale. Se il tuo livello di lingua non ti permette di capire senza sottotitoli, puoi iniziare prima con i sottotitoli in italiano e poi passare a quelli in inglese.

“Nonostante i numerosi vantaggi offerti dall’apprendimento online delle lingue, gli studenti non dovrebbero limitarsi a fare il corso online, in quanto oggigiorno la tecnologia consente loro di rimanere in contatto con l’inglese al di fuori dell’aula virtuale attraverso una vasta gamma di strumenti alla portata di tutti”, conclude l’insegnante francese Delphine Hatsadourian.

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Un sondaggio condotto recentemente da ABA English tra 4.600 persone provenienti da diversi paesi, tra cui 1.400 italiani, rivela che:

  • 3 italiani intervistati su 10 credono che un miglior livello di inglese consentirebbe loro un aumento salariale almeno del 30%
  • L’80% degli italiani usa l’inglese nel proprio lavoro, percentuale che raggiunge l’87% nella fascia d’età tra i 20 e i 44 anni
  • Il 41% degli italiani dichiara di aver perso opportunità lavorative (un nuovo lavoro o una promozione) a causa del proprio livello d’inglese

 

Milano, 24 aprile 2018 – Se da tempo l’inglese è la lingua franca per eccellenza nella comunicazione internazionale, oggigiorno è diventato di vitale importanza anche per trovare lavoro nel nostro paese, come dimostra un sondaggio sul tema condotto da ABA English, scuola di inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo.

Secondo i dati del sondaggio condotto tra 4.600 alunni provenienti da diversi paesi, di cui 1.400 italiani, il 94% degli intervistati del nostro paese considera che le persone con un livello alto d’inglese abbiano migliori condizioni di lavoro in termini di retribuzione o di posizione lavorativa. In tal senso, 3 intervistati su 10 pensano che con un livello più alto di inglese, percepirebbero un aumento salariale tra il 30% e il 50%. In particolare, la percentuale raggiunge il 51% per gli intervistati tra i 20 e i 44 anni.

L’inglese, lingua franca per eccellenza

Qual è la reale importanza della padronanza dell’inglese nel mondo del lavoro? Come mostra questo sondaggio, il 41% degli italiani ammette di aver perso opportunità di lavoro – un nuovo posto o una promozione – a causa del proprio livello d’inglese. Tra gli intervistati, le persone tra i 20 e i 44 anni sono la fascia d’età che più percepisce questo problema (57%) rispetto a quelli che hanno dai 45 anni in su (34%).

Di fatto ben l’80% degli intervistati riconosce di utilizzare l’inglese nel proprio lavoro, in particolare le persone con un’età compresa tra i 20 e i 44 anni (87%). Questo dato evidenzia l’aumento dell’utilizzo della lingua di Shakespeare nel mondo del lavoro (4 punti percentuali in più rispetto al 2017).

L’inglese, la lingua più ricercata

Sono sempre di più gli addetti alle risorse umane che scrutano il curriculum alla ricerca di un livello avanzato d’inglese. Infatti, il 40% degli italiani dichiara di aver sostenuto una prova d’inglese durante un colloquio di lavoro, in particolare tra i 20 e i 44 anni la percentuale arriva al 60%.

Allo stesso modo, il 90% degli intervistati sostiene che attualmente è richiesto un livello di inglese più elevato rispetto agli ultimi anni (77% nel 2017), un dato che rimane constante negli altri paesi del sondaggio (Francia, Spagna, Brasile, Messico) e che evidenzia il bisogno di imparare l’inglese per adattarsi agli standard richiesti dalla società di oggi.

L’inglese è di gran lunga la lingua più richiesta nel mondo del lavoro, secondo il 77% degli italiani.  Tendenza che si riscontra anche in altri paesi del sud d’Europa, come in Francia e Spagna. Spetta al Messico, paese confinante con gli Stati Uniti, il primato, dove ben il 94% degli intervistati indica l’inglese come lingua principale per il lavoro.

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ABA English, la scuola di inglese online con sede a Barcellona, ha annunciato la nomina di Marc Vicente come nuovo CEO della società EdTech. Riceve il testimone da Javier Figarola che, come co-fondatore, azionista e membro del consiglio di amministrazione, rimarrà legato alla compagnia, liberandosi dalla gestione quotidiana per concentrarsi sul futuro strategico di ABA English.

Nella sua nuova posizione, Marc Vicente avrà come ruolo principale quello di promuovere la crescita dell’azienda e la sua scalabilità internazionale. Con vasta esperienza in aziende digitali in diversi mercati in tutto il mondo, il profilo professionale di Marc è l’ideale per guidare la seconda fase della crescita globale che ABA English intende realizzare.

Profilo internazionale e crescita

Marc Vicente ha una vasta esperienza in aziende del settore digitale e dell’e-commerce, dove ha occupato varie posizioni manageriali in marketing, operazioni e gestione generale. Ha guidato strategie di crescita dirompente in aziende come Rakuten, Akamon, AVG, lastminute.com e, più recentemente, in Cdiscount, uno dei più grandi rivenditori digitali in Europa, con sede in Francia.

Un altro fattore che ha giocato un ruolo decisivo nella scelta di Marc come massimo responsabile di ABA English è stato il profilo marcatamente internazionale che contraddistingue la sua carriera. Nato a Barcellona, ha lavorato in diversi mercati – Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone, etc. – che gli permettono di avere una profonda esperienza internazionale che sarà di grande valore per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di ABA English nei prossimi anni.

È un onore avere l’opportunità di guidare una società come ABA English e unirsi all’eccellente team di professionisti che hanno raggiunto il primo stadio di crescita esponenziale. La metodologia è unica e di sviluppo proprio, il prodotto didattico efficace e innovativo, ed è anche molto stimolante lavorare in un settore come quello educativo. Non vedo l’ora di affrontare la sfida di guidare l’azienda verso il suo prossimo salto globale con l’ambizione di diventare il leader digitale assoluto nel campo dell’apprendimento della lingua inglese” ha dichiarato Marc Vicente.

Verso un ruolo più strategico

Marc Vicente sostituisce nel ruolo di CEO a Javier Figarola, che è stato responsabile della società dal 2012. Javier Figarola è stato l’artefice della prima fase di crescita e internazionalizzazione di ABA English. Sotto la sua direzione, la società è diventata uno dei leader mondiali nella formazione online, e conta oggi oltre 20 milioni di studenti in 170 paesi.

Marc Vicente era il tassello mancante per raggiungere e affrontare con successo le nuove sfide che ci siamo posti ad ABA English e ha tutta la nostra fiducia. Le sue comprovate capacità gestionali, sia operative che strategiche, la sua esperienza professionale di successo e il suo stile di leadership vicina e impegnata, saranno fondamentali per lo sviluppo dell’azienda nei prossimi anni“, ha dichiarato Javier Figarola.

In soli cinque anni dopo il suo lancio nel 2013, ABA English è diventata un leader mondiale nel settore EdTech, fino a divenire uno dei primi tre nomi della formazione online nel mondo. L’incorporazione di Marc apre la seconda fase della crescita globale che si è proposta di raggiungere ABA English nei prossimi anni.

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  • L’interazione vocale con l’utente avviene grazie all’intelligenza artificiale di Alexa, l’assistente virtuale di Amazon
  • Progetto congiunto di un team di sviluppatori del MIT Auto-Id Lab e linguisti dell’ABA Language Lab
  • L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando l’apprendimento dell’inglese online aggiungendo l’elemento di conversazione con una macchina, un primo passo verso l’apprendimento personalizzato

Milano, 6 aprile 2018– La scuola online d’inglese ABA English e l’Auto-Id Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno collaborato allo sviluppo di un test di inglese all’avanguardia che interagisce oralmente con l’utente in Alexa, l’assistente virtuale di Amazon.

L’English Test è la prima skill in Alexa che consente di valutare il livello di inglese attraverso il riconoscimento vocale del noto assistente virtuale di Amazon, che dovrebbe essere disponibile in Italia alla fine del 2018.

Oltre a valutare il livello di inglese, l’English Test può essere usato anche per aumentare i momenti di apprendimento con la pratica del listening e dello speaking, visto che consente di fare esercizi di inglese interagendo verbalmente con Alexa mentre si svolgono altre attività (cucinare, fare sport, ecc.).

Un team composto da sviluppatori dell’Auto-Id Lab del MIT e linguisti del Language Lab di ABA English è alla base di questo innovativo test di inglese, già disponibile gratuitamente nella sua versione beta sul negozio online di Amazon in tutto il mondo. Lo skill English Test è disponibile sul dispositivo Alexa Echo Show, l’assistente più avanzato della gamma Echo (insieme a Echo Dot, Echo Spot ed Echo Look), che include uno schermo da 7,4 pollici.

Il test è adaptive, ovvero si adatta al livello che rileva nell’utente ed è progettato per raccogliere anche informazioni sul profilo della persona, interessi e ragioni per imparare l’inglese. In questo modo, l’utente vive un’esperienza completamente personalizzata: ogni volta che risponde a una domanda del profilo, entra in un nuovo percorso con domande di livello e di profilo che si adattano ai suoi interessi e alle sue preferenze.

La combinazione di domande di livello e interessi personali in inglese mantiene l’utente coinvolto e attento fino al completamento della valutazione. Inoltre, più lo skill dell’English Test è usato, più le domande saranno adattate all’utente (grazie al Machine Learning). Così, durante l’esecuzione del test, l’utente ha la sensazione di avere una conversazione piuttosto che rispondere a domande, e di interagire con un insegnante di ABA English invece che con una macchina. Sebbene Alexa sia davvero una macchina, la sua voce e l’adattamento all’individuo delle domande forniscono un elemento di interazione “umanizzata”.

English Test di Alexa, essendo un test adaptive che migliora con l’uso, è il primo passo verso la personalizzazione dei contenuti dell’apprendimento dell’inglese, una tendenza in crescita nel settore dell’educazione online.

Come funziona English Test

L’English Test si attiva con la voce, come tutte le skills di Alexa, semplicemente dicendo in inglese: “Alexa, start English Test”. All’inizio c’è una breve introduzione di Alexa, con la quale si interagisce oralmente durante tutto il processo, che fornisce istruzioni e spiega come rispondere alle domande.

Alexa legge ogni domanda e le possibili risposte. L’utente deve dire la lettera che corrisponde alla risposta corretta e, a seguire, ripetere la frase o risposta completa. Ad esempio: (A) – I want to learn English to travel.

Durante il test, l’utente non sa se sta rispondendo correttamente alle domande, per evitare che si scoraggi e abbandoni prima di completare l’intera valutazione. Se la persona risponde in modo errato a un certo numero di domande del livello, la sua valutazione rimane limitata all’interno di quel livello e di quello inferiore, senza che l’utente se ne accorga.

Alla fine del test, Alexa comunica il livello di inglese che corrisponde allo studente. Il corso di ABA English si basa su sei livelli A1-C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), quindi Alexa spiega cosa imparerà l’alunno nel livello assegnato, secondo la definizione del QCER.

English Test, il primo progetto di AI del Language Lab di ABA English

Il progetto English Test promosso da ABA English e dal MIT fa parte del Language Lab, il laboratorio di ricerca e sviluppo della scuola online d’inglese. È uno dei suoi progetti più innovativi e il primo con cui ABA English approfondisce il campo dell’intelligenza artificiale applicata all’apprendimento di una seconda lingua.

Il Language Lab di ABA English è stato creato per promuovere la ricerca e lo sviluppo di innovazioni e miglioramenti nell’insegnamento della lingua inglese, sia a livello tecnologico che metodologico. È un laboratorio creativo e un centro di ricerca che riunisce linguisti ed esperti di tecnologia e apprendimento digitale di importanti università di tutto il mondo. È gestito da Maria Perillo, Chief Learning Officer di ABA English, in collaborazione con un comitato accademico composto da prestigiosi professori tra cui Brian Subirana, direttore del Auto-Id Lab del MIT.

“English Test è un progetto unico e rivoluzionario, la porta verso un nuovo modo di comprendere e costruire l’apprendimento online”, commenta Maria Perillo, Chief Learning Officer di ABA English. “Alexa è concepita per essere utilizzata in uno spazio aperto, lontano dal computer o dal cellulare, mentre l’utente realizza altre azioni e si adatta al contesto di utilizzo: i momenti di apprendimento aumentano e le possibilità di personalizzazione sono davvero sorprendenti.”

MIT Auto-Id Lab, tecnologia d’avanguardia al servizio della società

Il centro di ricerca Auto-Id Lab del MIT è stato creato nel 1999 per fare progressi nel campo del RFID (Radio Frequency Identification) come base dell’architettura dell’Internet of Things. Il laboratorio indaga e sviluppa nuove tecnologie per anticipare il futuro e apportare benefici innovativi alla società in vari campi.

Il direttore dell’Auto-Id Lab del MIT è lo spagnolo Brian Subirana, ingegnere, dottore di ricerca nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e MBA, nonché professore del MIT e Harvard. Attualmente dirige vari gruppi di ricerca che si occupano dello sviluppo di tecnologie dirompenti in cinque settori, tra cui l’apprendimento digitale.

“Nell’Auto-Id Lab del MIT lavoriamo sempre in ambiti sconosciuti, sviluppiamo prodotti che implicano un salto in avanti nel settore dell’innovazione, come nel caso dell’English Test: il primo test che valuta il livello di inglese simulando una conversazione tra umani”, sottolinea Brian Subirana, direttore del Auto-Id Lab del MIT. “Con questo progetto stiamo aprendo la strada dell’intelligenza artificiale al servizio dell’apprendimento linguistico in modo che assistenti come Alexa aiutino a personalizzare l’apprendimento dell’inglese”.

Alexa, l’assistente virtuale di Amazon

Alexa è l’assistente virtuale di Amazon che interagisce con gli utenti tramite il riconoscimento vocale: si pongono domande e Alexa risponde. Fino alla creazione dell’English Test di ABA English e MIT, non esisteva alcuna skill che consentisse la valutazione a livello orale del livello di inglese attraverso il dispositivo Amazon.

Al momento Alexa “capisce e parla solo” inglese e tedesco, motivo per cui non è disponibile in Italia. Le applicazioni che operano nel sistema Alexa sono chiamate skills, letteralmente abilità, dal momento che alla macchina si insegnano abilità per comunicare con gli esseri umani. I 15 milioni di utenti negli Stati Uniti che hanno già un dispositivo Alexa a casa possono, attualmente, accedere a circa 10.000 skills per cercare e acquistare prodotti, ascoltare musica in streaming, segnare un appuntamento in agenda e, da ora, se non sono madrelingua inglesi, conoscere il livello dal quale dovrebbero iniziare ad imparare.

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Milano, 14 febbraio 2018 – Si avvicina la data del 4 marzo e, in uno scenario internazionale di crescente complessità, l’inglese rimane il tallone d’Achille di molti politici italiani. In vista delle imminenti elezioni, l’accademia online ABA English ha esaminato il livello d’inglese dei principali candidati e leader, realizzando un video che mette a confronto l’inglese dei protagonisti della politica italiana attuale. La valutazione, svolta dal dipartimento accademico di ABA English diretto dall’italiana Maria Perillo, ha preso in considerazione tutte le occasioni in cui i politici esaminati si sono cimentati con la lingua inglese in interviste e discorsi pubblici. Il giudizio si è basato sulla pronuncia, proprietà di linguaggio, grammatica, e ha premiato chi ha dimostrato di saper parlare senza l’aiuto di un testo scritto.

Guarda il video

In molti casi, le candidate superano i colleghi maschi: promosse a pieni voti Emma Bonino, la Presidente della Camera Laura Boldrini e la sindaca di Roma Virginia Raggi, inclusa nella classifica pur non essendo in corsa per il parlamento. Anche l’attuale premier Paolo Gentiloni passa il test d’inglese.

Vengono invece rimandati a settembre i leader dei principali partiti, tra cui Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Mancano all’appello Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e il Presidente del Senato Pietro Grasso (Liberi e Uguali), di cui non sono reperibili video che documentino la loro conoscenza della lingua.

Per gli elettori, l’inglese rimane una competenza importante in politica. Secondo un sondaggio realizzato da ABA English su un campione di oltre mille italiani in occasione delle elezioni amministrative 2016, il 90% degli intervistati ritiene che un Presidente del Consiglio debba conoscere l’inglese. La lingua è considerata fondamentale soprattutto in materia di relazioni internazionali: per l’89% degli italiani la scarsa conoscenza dell’inglese da parte dei politici limita l’influenza dello stato italiano sulla comunità internazionale.

La speranza è che l’ingresso delle nuove generazioni in politica porti un cambiamento in positivo. Qualunque sia l’esito del voto, un parlamento con un’alta percentuale di politici che sappiano 

PROMOSSI:

Laura Boldrini (Liberi e Uguali)

Il buon livello d’inglese della Presidente della Camera è indubbiamente frutto della lunga esperienza lavorativa presso le agenzie delle Nazioni Unite; rilascia sempre interviste in inglese ai media stranieri.

Voto: 7 – vai al video

Emma Bonino (+Europa)

L’inglese non è certo un ostacolo per la storica leader Radicale, grazie ai suoi incarichi come commissario europeo dal 1995 al 1999 e Ministra degli Esteri dal 2013 al 2014, ma anche a una laurea in Lingue e Letterature Straniere conseguita alla Bocconi di Milano nel 1972.

Voto: 7  – vai al video

Paolo Gentiloni (Partito Democratico)

Complice l’incarico di Ministro degli Esteri dal 2014 al 2016, l’attuale Presidente del Consiglio ci sa fare con l’inglese, dote che gli è stata apprezzata nei palazzi della politica romana fin dagli anni novanta.

Voto: 8 – vai al video 

Virginia Raggi (Movimento 5 Stelle)

Nonostante la sindaca di Roma sia spesso al centro di polemiche, nessuno può mettere in dubbio la sua pronuncia e ampiezza di vocabolario in inglese. Talvolta ha preferito rilasciare interviste in italiano, forse per un eccesso di prudenza.

Voto: 8 – vai al video

BOCCIATI:

Silvio Berlusconi (Forza Italia)

L’inglese è sempre stato un punto debole per l’ex premier. Legge con fatica discorsi scritti, come quando si rivolse in inglese al Congresso americano, e ogni tentativo di improvvisazione si rivela fallimentare. Indimenticabile la sua ode estemporanea alla bandiera a stelle e strisce che lanciò il tormentone “nos only”.

Voto: 5 – vai al video 

Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle)

L’inglese del giovane leader pentastellato è alquanto zoppicante; Di Maio ha sempre risposto in italiano alle domande dei giornalisti stranieri. Unica occasione in cui si è messo alla prova con la lingua un discorso all’università di Harvard, letto con più di qualche inciampo.

Voto: 5+ – vai al video

Matteo Renzi (Partito Democratico)

L’inglese dell’ex Presidente del Consiglio è stato spesso preso di mira da media e social, soprattutto per la pronuncia non esemplare. Gli va riconosciuto però il merito di non tirarsi mai indietro davanti a un’intervista o dibattito in lingua. L’impegno c’è.

Voto: 5/6 – vai al video

Matteo Salvini (Lega)

Il leader della Lega ha sempre evitato di esprimersi in inglese sia nella sua attività di europarlamentare sia in convegni internazionali. Fa eccezione un breve e incerto intervento sui terremotati a Coblenza, seguito da un lungo discorso rigorosamente in italiano.

Voto: 4 – vai al video

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Uno studio realizzato dall’accademia online ABA English tra 4.000 intervistati da cinque diversi paesi*, di cui 1152 italiani, rivela che:

  • La quasi totalità degli italiani (98%) ritiene utile imparare una lingua straniera su dispositivo mobile
  • Il 70% degli italiani dichiara di utilizzare App per imparare le lingue varie volte alla settimana, e il 22% lo fa una o più volte al giorno
  • Oltre due terzi degli italiani conferma di aver acquistato almeno una volta una App

 

Milano, 24 gennaio 2018 – Gennaio è il mese in cui molti italiani si ripromettono di iniziare a imparare l’inglese, uno dei propositi più diffusi con l’arrivo del nuovo anno. Ed è proprio in questo mese che si registra un aumento significativo del numero di studenti rispetto a  dicembre, dato che oltre 1 milione di nuovi alunni in tutto il mondo ha cominciato il corso di ABA English, secondo i dati dell’accademia online.

Imparare l’inglese con una App è ormai un’abitudine

Le applicazioni per dispositivi mobili si consolidano sempre più come strumenti pratici e di uso quotidiano in Italia. Le App per imparare le lingue sono tra quelle più frequentemente utilizzate. Secondo la nuova edizione del sondaggio sull’uso delle App per Mobile Learning, il 92% degli italiani dichiara di utilizzare regolarmente App per imparare l’inglese (almeno una volta alla settimana). Di questi, il 70% usa i dispositivi mobili per questo scopo varie volte alla settimana, e uno su cinque (22%) afferma di usare App per apprendere le lingue una o più volte al giorno.

I progressi tecnologici tendono a cambiare le abitudini degli utenti, e smartphone e tablet sono ormai una risorsa fondamentale per garantire l’apprendimento soprattutto a chi ha poco tempo a disposizione. Per questo, l’accademia di inglese ABA English sviluppa il contenuto delle sue lezioni in un formato che possa essere usufruito in piccole sessioni.

Come spiega Maria Perillo, Responsabile Didattica di ABA English, “l’apprendimento su dispositivi mobili, il cosiddetto m-learning, presenta vari vantaggi, tra cui soprattutto la sua adattabilità allo stile di vita e alle abitudini dell’alunno. Infatti, ad ABA English progettiamo le lezioni in modo che ciascuna di esse permetta allo studente di raggiungere un obiettivo comunicativo in pochi minuti e assimilarlo per davvero. Non si tratta semplicemente di offrire contenuti di breve durata.”

Consultiamo il nostro smartphone oltre 100 volte al giorno, e questo nuovo trend ha ripercussioni su tutti gli ambiti della nostra vita, tra cui anche l’apprendimento. Il fatto che la quasi totalità degli italiani (98%) ritiene utile imparare una nuova lingua attraverso un dispositivo mobile conferma il consolidamento delle App di lingue straniere.

Smartphone e computer, la combinazione ideale

Qual è il dispositivo preferito dagli italiani per imparare una nuova lingua? Per il 36% il metodo prescelto è l’uso combinato di smartphone e computer. Il 34% preferisce usare solo il computer, mentre il 30% utilizza solo lo smartphone.

Tuttavia, la tecnologia preferita varia in base all’età degli intervistati: i più giovani tendono a prediligere l’uso dei dispositivi mobili, mentre l’utilizzo preferenziale del computer si registra nelle fasce più alte di età, che scelgono di dedicare allo studio un momento ben definito e più concentrato nel tempo.

Come mostra il sondaggio, quasi la metà degli intervistati con oltre 65 anni di età (52%) preferisce imparare le lingue su computer, davanti a chi sceglie invece di usare lo smartphone (17%) o una combinazione delle due tecnologie (31%). Dati che contrastano con quelli registrati nella fascia d’età 18-34 anni: in questo caso, il dispositivo preferito dagli italiani è lo smartphone (38%) o il suo utilizzo combinato al computer (42%), mentre solo uno su cinque apprende solo su computer (20%).   

Gli italiani sono disposti a pagare per una App di lingue

Consapevoli dell’utilità delle applicazioni mobili per l’apprendimento linguistico, gli italiani sono sempre più disposti a pagare per scaricarne una. Secondo lo studio di ABA English, il 68% degli italiani dichiara di aver pagato almeno una volta per una App, dato in crescita se confrontato con quello del 2015 (59%) e del 2016 (64%) e che rispecchia in pieno la media mondiale (68%).

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Robin Motheral e Delphine Hatsadourian, professoresse di ABA English, rivelano alcuni preziosi trucchi e consigli a seconda delle abilità per esaudire il desiderio di perfezionare l’inglese nell’anno nuovo

Milano, 3 gennaio 2018 – Imparare l’inglese è sempre più in cima alla lista di desideri per l’anno nuovo, ma è difficile realizzare questo proposito senza la giusta pianificazione. Per non rendere vane le tante buone intenzioni di inizio 2018, l’accademia d’inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo ABA English propone una serie di consigli e trucchi a seconda delle abilità per trasformare questo obiettivo in realtà, grazie all’esperienza delle sue professoresse Robin Motheral e Delphine Hatsadourian.

Consigli per organizzarsi al meglio

Nel 2018… sarò realistico e costante

Per prima cosa, uno dei segreti fondamentali per raggiungere qualsiasi obiettivo a lungo termine è porsi degli obiettivi a breve termine che siano realizzabili.

È dimostrato che studiare inglese dai 15 ai 20 minuti ogni giorno per vari giorni alla settimana è molto più efficace per assimilare la lingua che fare delle full immersion di svariate ore un solo giorno a settimana. Si può cominciare con 15 minuti e aumentare gradualmente i minuti quotidiani dedicati allo studio e la frequenza settimanale. È importante essere costanti studiando a piccole dosi per fare meno sforzo e imparare di più.

Consigli di ascolto

Nel 2018…ascolterò la radio in inglese

Si vuole imparare inglese riducendo al minimo gli sforzi? Partendo dal presupposto che è impossibile fare miracoli, è provato che tenere come sottofondo la radio in inglese aiuta a memorizzare parole senza nemmeno rendersene conto. Non bisogna spaventarsi se dopo un po’ si conoscerà un vocabolo senza ricordarsi quando lo si è appreso!

Inoltre, è bene non dimenticarsi di sviluppare una routine, ad esempio ascoltando un paio di volte alla settimana i podcast gratuiti di ABA sugli argomenti che più interessano. Questi audio di pochi minuti ti aiuteranno a migliorare la comprensione in men che non si dica.

Nel 2018… imparerò con le mie canzoni preferite

Conosci davvero il significato delle tue canzoni preferite? Scaricare i testi ti aiuterà a capire a fondo il loro messaggio. Inoltre, è una tecnica perfetta per ampliare il lessico e memorizzarlo senza sforzo. Let’s sing!

Nel 2018… vedrò i film in lingua originale

Un metodo naturale di abituare l’orecchio all’inglese è vedere i film, le serie e altri programmi televisivi in versione originale. La tecnica più efficace per l’apprendimento è con l’ausilio dei sottotitoli in inglese. Tuttavia, la cosa più importante è divertirsi e sentirsi a proprio agio mentre si impara. Se pensi che i sottotitoli in italiano siano necessari per seguire la trama e godersi a pieno la visione, non esitare a farne uso.

In più, se desideri vedere video che meglio si adattano al tuo livello puoi scegliere tra 144 ABA Films, cortometraggi suddivisi in sei livelli di inglese, disponibili nel Campus o sulla app di ABA English. Ne potrai usufruire in qualsiasi luogo e momento, e sono pensati apposta per migliorare la conoscenza della lingua.

Consigli di lettura

Nel 2018… cambierò la lingua del cellulare

Un semplice cambio di impostazioni di lingua dello smartphone può aiutare a familiarizzarsi con il lessico inglese giorno per giorno. È inoltre consigliabile leggere il maggior numero possibile di libri e riviste in inglese, almeno 15 minuti al giorno per non perdere la routine. Se non sai dove trovarli ricorda che esistono anche le versioni online.

 Nel 2018… imparerò 10 parole nuove al giorno

Vuoi imparare 10 parole nuove al giorno in meno di 2 minuti mentre ti diverti? È molto facile: basta usare gli ABAmoments, test corti e facili che potrai svolgere in qualsiasi momento per conoscere e mettere in pratica il lessico appreso ogni giorno in piccole dosi.

Consigli di conversazione

Nel 2018… farò amicizia con persone di lingua inglese

Quest’anno un’ottima idea è visitare paesi di lingua inglese e fare amicizia con la gente del luogo, non solo per mettersi alla prova e migliorare la lingua ma anche per conoscere la cultura dei paesi anglofoni in prima persona. Se le tue tasche non te lo permettono, una buona alternativa è fare uno scambio linguistico con un madrelingua inglese che vive nella tua città in modo che ti aiuti a migliorare il tuo inglese e tu il suo italiano senza alcun esborso economico.

Consigli di scrittura

Nel 2018… migliorerò la mia ortografia inglese

Se ci sono parole di cui si conosce la pronuncia ma si ha dubbi su come si scrivono, perché non fare dei post-it e metterli in punti strategici che li rendano chiaramente visibili? Non bisogna temere; prima o poi entrerà in testa anche il vocabolo più ostico.

C’è un trucco infallibile per migliorare l’ortografia inglese: scrivere, scrivere e scrivere in inglese. Per questo durante i livestreaming di ABA su Facebook è possibile fare domande alle Teachers, che risponderanno sul momento per aiutarti con qualsiasi dubbio o errore ortografico.

Per gli studenti ABA Premium, si può scrivere in qualsiasi momento al proprio professore per chiarire qualsiasi quesito emerso durante lo studio.

“Una delle regole d’oro in molti ambiti della vita è ‘less is more’, e questo vale anche nell’apprendimento. Studiare una lingua a piccole dosi in modo costante, e non facendo delle full immersion sporadiche, porterà a migliori risultati sul lungo termine”, spiegano Robin Motheral e Delphine Hatsadourian, professoresse di ABA English. “L’apprendimento online permette allo studente di scegliere il ritmo di studio più adatto alle proprie necessità e accedere con un semplice clic a un universo di conoscenze che aiuterà a progredire in tutti gli aspetto di studio dell’inglese”.

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Milano, 27 dicembre 2017 – Con l’arrivo del 2018, sono molti gli italiani che sperano di trovare un lavoro o cambiare quello attuale nell’anno nuovo. Di fatti, il desiderio era al sesto posto nella top ten delle buone intenzioni per il 2017 secondo l’analisi dei trending topics su Twitter condotta alla fine dello scorso anno.

Secondo il recente sondaggio Employment Screening Benchmark Report, l’85% dei datori di lavoro ha scovato bugie nel curriculum vitae dei candidati. Il dato è cresciuto di quasi 20 punti percentuali negli ultimi 5 anni, nonostante millantare abilità mai possedute comporti rischi elevati, anche a livello legale. Per questa ragione, l’accademia di inglese online ABA English spiega perché mentire sul proprio CV non è una buona idea per il 2018.

Basta una bugia per farti arrossire

Il 14% degli italiani riconosce di esagerare sulle proprie abilità o competenze in un colloquio di lavoro, secondo uno studio recente di ABA English; inoltre, un quarto dei candidati ha ammesso di aver mentito intenzionalmente sul proprio CV, come riporta uno studio di CareerBuilder.

Ma su quali aspetti si mente di più? Al primo posto troviamo le abilità (62%); seguono le responsabilità (54%), la durata dell’impiego (39%), gli incarichi lavorativi (31%) e i titoli di studio (28%). Alcuni candidati mentono in grande stile: c’è chi vanta un premio Nobel, chi si è laureato in università mai esistite e chi ha sostenuto di aver lavorato in un carcere quando vi era in realtà detenuto.

 Oltre la metà dei giovani perdono opportunità di lavoro a causa dell’inglese

In Italia, mentire sulle proprie competenze linguistiche, soprattutto in inglese, è quanto mai diffuso. Non c’è da stupirsi, dal momento che l’inglese è la lingua più richiesta in ambito lavorativo per il 76% degli italiani, come attesta un altro studio di ABA English. Inoltre, il 54% dei giovani intervistati  di età compresa tra i 20 e i 45 anni ha dichiarato di aver perso un’opportunità lavorativa (nuovo impiego o promozione) a causa della scarsa conoscenza della lingua.

“Le principali agenzie di recruiting europee cercano candidati che parlino bene inglese, soprattutto nel campo delle nuove professioni digitali”, spiega Mará Franquesa, direttrice delle Risorse Umane di ABA English. “Questo vale sia per i colletti bianchi, per i quali è richiesta una buona conoscenza nell’80% dei casi, sia per responsabili o manager, per i quali la percentuale sfiora il 90%”.

L’inglese, fattore chiave nei colloqui di lavoro

Spesso le bugie nel curriculum hanno le gambe corte. Per esempio, il 39% degli italiani ha dichiarato che il proprio livello di inglese è stato valutato in sede di colloquio, secondo gli ultimi dati ABA English. Esistono anche software creati appositamente per individuare incongruenze nei curricula dei candidati, e non è raro che si contattino i precedenti datori di lavoro per verificare la veridicità di alcune informazioni.

Certificazione delle competenze linguistiche di un candidato

In molti casi si esagera la conoscenza di una lingua perché il livello è visto come un dato soggettivo. Per esempio, cosa significa in concreto avere una “buona conoscenza dell’inglese”? Per le aziende e i recruiters, esiste un modo quanto mai semplice di averne prova, attraverso le certificazioni rilasciate da enti autorevoli quali il Cambridge English Language Assessment, che attestano in modo oggettivo, misurabile e ufficiale la conoscenza dell’inglese di chi cerca lavoro.

È possibile anche certificare le competenze linguistiche necessarie in settori specifici. Per esempio, il BULATS (Business Language Testing Service) di Cambridge English attesta il livello di inglese per l’ambito lavorativo. A questo riguardo, dal 2016 ABA English è la prima accademia completamente digitale autorizzata a rilasciare certificazioni ufficiali di Cambridge English, e centinaia di studenti in tutto il mondo aggiungono il certificato ABA English sul proprio profilo LinkedIn come prova del loro livello d’inglese.

Crescita personale del candidato

Spesso i candidati sono spinti a mentire nel CV dalla convinzione che il datore di lavoro cerchi persone con superpoteri e anni di esperienza. In realtà, in molti casi le aziende sono più interessate alle potenzialità di crescita personale di un candidato che alle competenze già acquisite. È quindi importante che il proprio curriculum vitae metta in risalto la volontà di crescere e imparare. Per esempio, aver seguito corsi di perfezionamento linguistico o aggiornamento in ambito tecnologico dimostra il desiderio di apprendimento e crescita professionale di chi è alla ricerca di lavoro.

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