Parlare un’altra lingua può rivelare nuovi lati della personalità

Milano, 17 novembre 2017 – Hai mai pensato che imparare una nuova lingua può cambiare la nostra personalità e il modo in cui vediamo il mondo? Parlare una lingua diversa da quella materna può anche rivelare nuovi lati della nostra personalità o aspetti del nostro carattere fino a quel momento sconosciuti.

Si tratta dell’ipotesi Sapir-Whorf, una teoria di relativismo linguistico che prende il nome dai due antropologi americani che l’hanno sviluppata, secondo cui esiste una correlazione tra la lingua parlata e il modo in cui percepiamo la realtà che ci circonda.  L’accademia di inglese online ABA English spiega come parlare una nuova lingua può cambiare la nostra visione del mondo.

Di che lingua ti senti oggi?

I preconcetti che abbiamo su una lingua possono influenzare il nostro stato d’animo nel momento in cui la parliamo. Per esempio, se associamo l’inglese al mondo del business e ci troviamo a usarlo in un contesto lavorativo, parlare fluentemente la lingua ci farà sentire più competenti e capaci di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Lo stesso vale per l’accento. Se siamo stati abituati a considerare le sonorità dell’inglese britannico come più sofisticate, parlare con un madrelingua di Londra nel suo accento ci sembrerà più elegante che l’accento americano o australiano.

Parliamo in inglese…o come gli inglesi?

La lingua che usiamo può anche determinare gli argomenti di conversazione. Molti studi hanno dimostrato che le persone bilingui spesso trattano temi e usano lessico diversi a seconda della lingua in cui stanno comunicando. A livello inconscio saranno propensi a evitare argomenti o parole tabù in una lingua e usarli senza troppi indugi in un’altra.

Si sa che l’inglese è molto politically correct e attento a rispettare varie sensibilità culturali e religiose. Chi lo parla con dimestichezza, non avrà problemi a tradurre l’espressione italiana di largo utilizzo “nome di battesimo” con il più neutro e inclusivo “first name” (letteralmente, “primo nome”).

Gli scoiattoli di Londra sono tutti maschi?

Il genere riveste un ruolo di primo piano in molte lingue, soprattutto in quelle neolatine come l’italiano o il francese. Il fatto che una parola sia maschile o femminile nella lingua materna influenza la nostra percezione del concetto.

L’assenza di genere in inglese potrebbe quindi portare a fraintendimenti con chi non è abituato ad associare un genere specifico a determinate parole. Per esempio, un italiano potrebbe genericamente riferirsi a uno scoiattolo usando il genere maschile (He is so cute), mentre un madrelingua inglese utilizzerebbe il pronome neutro (It is so cute) se il genere non fosse noto.

Hai un problema? Chiedi a un bilingue!

Le persone bilingui tendono ad avere maggiore flessibilità e capacità di adattamento perché il loro cervello è abituato a passare da una lingua all’altra rapidamente, quasi fosse un semaforo che cambia colore a intermittenza.

Chi parla più lingue si muove con facilità da un contesto sociale all’altro. Inoltre, i bambini bilingui in età prescolare sono più abituati dei coetanei monolingui a risolvere problemi e hanno meno difficoltà di concentrazione.

Keep calm and speak English

Quando si parla una lingua diversa da quella in cui si è cresciuti, si è predisposti ad avere un approccio più razionale. La lingua materna è associata al lato emotivo e più immediato della nostra personalità: quando siamo molto tristi o arrabbiati, è probabile che ci venga più naturale esprimerci in questa lingua. Invece, l’utilizzo di una lingua acquisita ci aiuterà ad avere un punto di vista più obiettivo sullo stesso argomento. Questo porta grandi vantaggi: quando si parla in una lingua acquisita, sarà più facile evitare luoghi comuni (le cosiddette “frasi fatte”) e scegliere parole ed espressioni con più attenzione.

Essere in grado di sentire ed esprimere “emozioni” in un’altra lingua sembra essere un fattore decisivo nell’indicare il livello di bilinguismo, proprio perché le emozioni cambiano a seconda che la comunicazione avvenga in una lingua o nell’altra.

“Partendo da questo punto”, spiega Maria Perillo, direttrice accademica di ABA English, “è molto importante che non ci sia un “distacco emotivo” nel processo di apprendimento di una seconda lingua. Non è la stessa cosa imparare a memoria una lingua o viverla, perché quando vivi, provi anche emozioni. Ecco perché i cortometraggi ABA Films sono progettati per avvicinare emotivamente lo studente, per immergerlo nella lingua con storie e sensazioni, con lo scopo di far vivere anche le emozioni che si celano dietro ogni dialogo”.

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